Un incontro con Elsa Fornero per parlare di riforme

Il 14 dicembre sarà ospite di UPO e Circolo dei lettori in un evento aperto a tutta la cittadianza
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14/12/2018 - 17:00

La professoressa Elsa Fornero, ordinario di Economia politica all’Università di Torino, ha ricoperto diversi incarichi istituzionali a livello nazionale e internazionale. È stata Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali durante il governo Monti (novembre 2011 - aprile 2013) e il suo nome è legato alla riforma del sistema pensionistico e a quella del lavoro varate durante quella legislatura. Nel suo ultimo libro “Chi ha paura delle riforme. Illusioni, luoghi comuni e verità sulle pensioni” (Università Bocconi Editore) affronta, dalla doppia prospettiva di economista ed ex ministro, la questione della sostenibilità del nostro sistema pensionistico e spiega perché le riforme sono necessarie per garantire l’equità fra le generazioni.

Elsa Fornero sarà a Novara il prossimo 14 dicembre (ore 17.00, aula magna del Complesso Universitario "Perrone" in Via Perrone 18) per un incontro con gli studenti dell'UPO e la città organizzato da Dipartimento di Studi per l'economia e l'impresa e Circolo dei lettori di Novara. Saranno presenti e introdurranno la conferenza il rettore, professor Gian Carlo Avanzi, e il direttore del DISEI, professoressa Eliana Baici.

«Il sistema pensionistico italiano — ci spiega Giorgia Casalone, ricercatrice di Scienza delle finanze presso il Dipartimento di Studi per l'economia e l'impresa — è stato oggetto dal 1992 di molteplici riforme che si sono rese necessarie per porre un freno all’eccessiva crescita della spesa previdenziale. L’aumento atteso della spesa previdenziale era dovuto, da un lato, alla generosità del sistema pensionistico disegnato negli anni Settanta del secolo scorso, dall’altro alla modifica degli equilibri tra coorti giovani ed anziane causata delle nuove dinamiche demografiche (allungamento età media e diminuzione nascite). La principale riforma degli anni Novanta (riforma Dini) ha introdotto per le nuove generazioni il metodo di calcolo contributivo che, per sua stessa natura, è in grado di eliminare gli squilibri finanziari generati dal più generoso metodo retributivo con il quale hanno continuato ad essere pagate (e sono tuttora pagate in gran parte) le pensioni erogate.»

«Il grande limite di quella riforma — continua la professoressa Casalone — fu di posticipare totalmente nel tempo i suoi effetti, facendo ricadere tutto l’onere del riequilibrio del sistema previdenziale sulle nuove generazioni, quelle entrate nel mercato del lavoro nella seconda metà degli anni Novanta. Questa decisione, oltre a rendere necessari ulteriori aggiustamenti negli anni successivi, ha finito con il minare la condizione di base che deve essere garantita in un sistema pensionistico a ripartizione in cui le pensioni sono pagate con i contributi dei lavoratori attivi nello stesso anno: l’equità di trattamento tra le generazioni. Tale equità viene infatti meno nel momento in cui coloro che versano contributi, con i quali si finanziano pensioni calcolate con determinate regole, riceveranno poi una pensione calcolata con regole molto meno generose.»

L’ultima grande riforma pensionistica è contenuta nella L. 214/2011 (cosiddetta riforma Monti-Fornero), approvata in un momento drammatico per il Paese. Già oggetto di diversi "aggiustamenti" negli anni successivi, la riforma ha consentito di superare la fase di crisi economico-finanziaria più grave per il nostro Paese dal Dopoguerra. La Monti-Fornero ha introdotto una misura tesa a ripristinare, almeno in parte, l’equità tra le generazioni: l’estensione del metodo di calcolo contributivo a tutti i lavoratori, compresi quindi coloro che ne erano stati precedentemente esclusi. 

A distanza di sette anni da quell’esperienza di governo, attraverso un testo di carattere divulgativo, la prof.ssa Elsa Fornero ha voluto spiegare perché le riforme sono (state) necessarie per fare sì che il sistema pensionistico pubblico continui a rappresentare quel potentissimo strumento che offre sicurezza e garanzie per un periodo della vita caratterizzato da fragilità e insicurezze.

 

Novara
Via Perrone, 18