Ambiente e qualità urbana: azioni per migliorare la vivibilità delle città

A Vercelli il progetto di democrazia deliberativa del DiSUM coinvolge Comune e cittadini nella ricerca di soluzioni condivise

Cosa siamo disposti a fare in prima persona per prenderci cura della città? E cosa chiediamo agli amministratori locali? È stato questo il tema dell’iniziativa organizzata dal Dipartimento di Studi Umanistici, in collaborazione con l’Assessorato comunale all’Ambiente e ed il Comitato Rione Isola, a metà strada tra l’esperimento (ricerca scientifica) e lo strumento (supporto alle politiche urbane) che si è tenuta sabato 25 novembre a Vercelli.

La giornata, condotta nell’ambito del progetto di ricerca “Democrazia Deliberativa: come funziona e implicazioni normative su scelte politiche e pratiche sociali” (diretto da Anna Elisabetta Galeotti), ha visto come destinatari e protagonisti alcuni cittadini del Rione Isola, selezionati casualmente tra i residenti nel quartiere (per età, genere, attività, ecc.). Si è trattato del primo passo di un percorso partecipativo che coinvolgerà progressivamente i vari quartieri della città interessati all’estensione di un nuovo sistema di raccolta differenziata “porta a porta” dei rifiuti urbani.

Dopo l’intervento di Emanuela Broglia, Assessore all’Ambiente del Comune di Vercelli (su visione generale e obiettivi dell’Amministrazione) e di Alessandro Coppo, ricercatore UPO e “anima” del Comitato di quartiere (su senso e utilità della partecipazione), i partecipanti hanno discusso, con il supporto di un gruppo di ricercatori-facilitatori del Centro di ricerca interdisciplinare sulle società locali (coordinato dal sociologo dell'UPO Gian-Luigi Bulsei), di come diminuire e smaltire al meglio i rifiuti ed informare ed educare i cittadini sul corretto sistema di raccolta ed al rispetto del bene comune.

In concreto, l’esperienza condotta ha dimostrato che le persone, se poste in condizioni strutturali e cognitive adeguate, accettano con convinzione di partecipare alle scelte collettive e dimostrano di essere in grado di contribuire con richieste e proposte operative ad affrontare questioni che toccano da vicino la loro vita quotidiana. I comitati di quartiere, inoltre, possono rappresentare delle “agenzie intermedie” (tra cittadini e istituzioni), che si preoccupano di ricostruire i legami tra gli abitanti e raccogliere la loro voce.

Le opinioni e le indicazioni espresse dai cittadini saranno rese pubbliche sia in ambito accademico, attraverso un rapporto di ricerca, sia  a livello amministrativo, come suggerimenti per adottare decisioni efficaci.

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Data di pubblicazione: 
04/12/2017
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