I giovani imprenditori di Alessandria e Novara parlano con gli studenti UPO

Il 2 e il 6 ottobre, organizzati dal DiGSPES, si sono tenuti due seminari in cui si è discusso di cultura d'impresa, occupazione e welfare aziendale.

L’Università del Piemonte Orientale e i Gruppi Giovani Imprenditori di Confindustria di Alessandria e di Novara hanno unito le forze per creare un terreno di dialogo tra gli studenti dell’UPO e le nuove generazioni di imprenditori del territorio. Ne sono scaturiti due incontri seminariali sul tema “Le giovani generazioni ‘per’ e ‘nella’ impresa” — nelle sedi UPO di Palazzo Borsalino ad Alessandria, il 2 ottobre, e presso il Complesso “Perrone” a Novara, il 6 ottobre — durante i quali si è discusso di organizzazione del lavoro, di occupazione, di recruitment aziendale e degli scenari che stanno coinvolgendo le imprese del tessuto produttivo locale.

Gli incontri sono stati organizzati dai professori del Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze politiche, economiche e sociali Fabrizia Santini (Diritto del Lavoro) e Marco Novarese (Economia Politica) in stretta collaborazione con gli imprenditori Simone Zerbinati e Luca Ponzio, rispettivamente presidenti del Gruppo Giovani Industriali di Alessandria e di Novara.

In Italia i giovani imprenditori guidano 1.155.000 imprese: è il numero più elevato in Europa se si confronta il dato con Regno Unito (990.100), Polonia (988.200), Romania (902.200), Spagna (691.100), Francia (568.900) e Germania (511.400), che conferma la forte “cultura d’impresa” che contraddistingue da sempre il nostro Paese e, nello specifico, il contesto produttivo del Piemonte orientale. «I giovani di oggi — sottolinea il presidente Simone Zerbinati — saranno pilastri portanti delle aziende di domani ed è per questo motivo che è importante mantenere un forte legame tra giovani e aziende del territorio; crediamo che le Università svolgano un ruolo fondamentale per far sì che questo accada.» Sulla stessa linea di pensiero anche Luca Ponzio: «Ogni opportunità che metta direttamente a confronto giovani e imprese è positiva, soprattutto quando viene offerta dal mondo accademico con cui le aziende hanno sempre bisogno di creare sinergie per dare vita a esperienze concrete di “contaminazione formativa” che avvicinino i giovani alla cultura d’impresa e favoriscano una maggiore conoscenza delle realtà economiche locali.»

I giovani imprenditori coinvolti nei due incontri sono stati Andrea Gagliardone (SATORTECH), Matteo Balbo (ALLARA SPA), Miriam Manassero (ALVA SRL), Danilo Arfini (MIVA SRL), Alessandro Massano (IL PICCOLO), Federica Simonetto (S.F. & A. SRL), Simone Zerbinati (ZERBINATI SRL), Federica Moschini (IPS INDUSTRIAL PACKAGING SOLUTIONS SRL), Virginia Miazzo (Consulente del Lavoro STUDIO MIAZZO) e Laura Invidia (GESSI SPA).

Lo scambio tra imprenditori e studenti è stato soprattutto esperienziale. «Essere imprenditore significa impegnarsi 25 ore al giorno» ha spiegato Federica Simonetto, giovanissima imprenditrice laureata in astrofisica venuta da Milano per incontrare i ragazzi dell’UPO. Significa avere un’idea brillante e crederci fino in fondo, oppure significa proseguire una tradizione di famiglia che dura da generazioni rimodulandola, attualizzandola e dandole la possibilità di competere nel mercato in continua evoluzione.

Ma le imprese non si reggono in piedi senza i propri dipendenti e allora diviene fondamentale il modo in cui si scelgono i propri collaboratori. «Non è obbligatorio avere ottenuto il 110 e lode — ha detto Matteo Gagliardone, Vice Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Alessandria —; è più importante dimostrare intraprendenza, conoscere, nel caso del mio settore, il linguaggio di programmazione, padroneggiare una lingua straniera e, perché no, avere una esperienza di studio o di lavoro all’estero.» I relatori hanno precisato l’importanza di curare sia il curriculum vitae dove, in poche pagine, si promuove sé stessi, sia il modo di presentarsi e di dialogare con le persone. Perché «l’imprenditore è una persona razionale che ragiona in maniera irrazionale – precisa Alessandro Massano —, quindi finché non abbiamo di fronte la persona, non possiamo decidere se sia adatta alla nostra azienda.»

Durante i due incontri, con il supporto dei docenti UPO, è stato dedicato uno spazio inportante anche al confronto su temi sociali importanti quali il lavoro della manodopera extracomunitaria e le iniziative di welfare aziendale.

Data di pubblicazione: 
06/10/2017
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