Lauree al Corso di Studio di Biotecnologie: il bilancio della prima coorte a numero aperto

L'accesso libero ha determinato un flusso di immatricolazioni che solo l'impegno e l'organizzazione hanno consentito di gestire al meglio. Oggi gli iscritti a Biotecnologie sono 1.382

Il 29 marzo 2019 sono stati proclamati 48 laureati in Biotecnologie. Sale, così, a 154 il numero dei laureati di questo Corso di Studi nell’anno accademico 2017/18. Infatti nelle precedenti sessioni di laurea si erano avuti 13 laureati a luglio 2018 e ben 93 laureati a ottobre 2018.

Il numero dei laureati si è più che quintuplicato rispetto ai due anni precedenti (28 laureati nel 2016/17 e 23 laureati nel 2015/16), evidenziando la grande attrattività del Corso di Studi in Biotecnologie.

Questi numeri descrivono un grande successo organizzativo dovuto allo spirito di squadra dimostrato da tutto lo staff, docente e amministrativo, della Scuola di Medicina UPO. «È sicuramente un grande successo — commenta Maria Giovanna Prat, professore ordinario di Istologia e presidente del Corso di laurea triennale in Biotecnologie — a cui hanno contribuito tutti i docenti coinvolti, che hanno accolto nei loro laboratori gli studenti che svolgevano l’internato per la tesi, e tutta la Segreteria che, nonostante la carenza di personale, oggi addirittura ridotto rispetto al passato, si è occupata con grande efficacia della parte amministrativa

Il 2015/16 ha segnato, all’UPO, il primo anno accademico in cui il corso di Biotecnologie è stato ad accesso libero. Pochi atenei in Italia hanno immatricolato con questa tipologia per questo corso, e ne sono scaturite immatricolazioni da tutte le regioni d’Italia. «Le criticità dovute al gran numero di studenti — prosegue la professoressa Prat — sono state superate nei tre anni di corso grazie alla creatività, all’entusiasmo e all’abnegazione di tutti. Ciò ha permesso di adattare il corso ai grandi numeri senza svilirlo, come evidenziato dalla presenza di ben cinque laboratori pratici obbligatori e dall’ampio numero di tesi sperimentali. Quando necessario, siamo riusciti a duplicare e addirittura a triplicare i corsi.»

Ad oggi, la sfida principale è rappresentata soprattutto dagli internati di tesi, perché agli studenti in ritardo si sommano quelli delle coorti successive — persino più numerosi come per esempio in quella dell’anno accademico 2016/2017 — in linea con il percorso formativo.

«Il bilancio che segna la conclusione di questo primo ciclo — conclude la professoressa Prat — è senz’altro positivo; sia per il livello di qualità delle tesi svolte, sia per la soddisfazione che hanno dimostrato i laureati e nonostante le perplessità che un afflusso così importante di studenti hanno generato, nel corso del triennio, nel corpo docente preoccupato di garantire a ciascuno un livello di preparazione ottimale. Non possiamo che rallegrarci con tutti quelli che hanno reso possibile questo vero e proprio exploit, che speriamo possa continuare, confidenti di poter ottenere le risorse per guardare con maggiore fiducia e tranquillità ai prossimi impegni di questo Corso di Laurea.»

Attualmente, su un totale di Ateneo che sfiora i 14.000 studenti, sono ben 1.382 gli studenti iscritti al Corso di Laurea triennale in Biotecnologie.

Data di pubblicazione: 
02/04/2019
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