Parità di genere vuol dire benessere sociale

La professoressa Maria Luisa Bianco interviene sul tema della condizione femminile nella significativa ricorrenza dell'8 marzo

Si è tenuto giovedì 8 marzo a Palazzo Monferrato ad Alessandria l’incontro “Oltre i cappelli. Le Borsaline ieri e oggi”, ideato per creare un ponte tra passato e presente della figura femminile all’interno della storica fabbrica alessandrina. Il convegno, organizzato dall’Assessorato per le pari opportunità del Comune di Alessandria, ha fatto parte del progetto “Marzo Donna”, che fino alla fine del mese prevede vari eventi relativi al mondo femminile. Durante la conferenza è intervenuta Maria Luisa Bianco, docente di Sociologia presso il Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze p olitiche, economiche e sociali dell’Università del Piemonte Orientale.

La professoressa ha sottolineato come l’8 marzo debba essere occasione di riflessioni e bilanci in merito alla "questione femminile". «Il Novecento — ha detto la professoressa Bianco — ha già visto tre straordinari mutamenti: il controllo delle nascite, che ha consentito alle donne di investire sulla propria vita, l'accesso all'istruzione e l'ingresso sul mercato del lavoro. Nonostante ciò, resta ancora moltissimo da fare. Sebbene oggi le donne siano significativamente più scolarizzate degli uomini e abbiano risultati educativi migliori in ogni tipo di percorso di studi, soffrono ancora di gravi svantaggi lavorativi, che vanno da una maggiore disoccupazione a retribuzioni minori rispetto ai colleghi uomini.»

«Sono proprio svantaggi come questi – prosegue la Professoressa – che danneggiano l'intera società: le imprese, poiché è dimostrato che alla riduzione delle diseguaglianze di genere cresce la produttività e migliora l'organizzazione, e le famiglie, per questioni che non riguardano unicamente il reddito. Alcune ricerche dimostrano, infatti, che il rendimento educativo dei figli e le loro probabilità di terminare con successo gli studi sono associati alla scolarità della madre e con la sua condizione di lavoratrice, che costituisce un bene per i figli, grazie al fatto che essa è più soddisfatta di sé, possiede migliori competenze da spendere nella relazione genitoriale, offrendo un modello positivo da imitare. L'ingiustizia nei confronti delle donne si riversa così inevitabilmente sui figli.»

Data di pubblicazione: 
14/03/2018
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