Un murales al DISUM ci ricorda i valori dell'accoglienza e della fratellanza

Lo hanno ultimato i ragazzi scout del clan Teranga presso il Dipartimento di Studi umanistici

Nei giorni scorsi il gruppo Scout di Vercelli ha ultimato il murales "Siamo figli della stessa terra" che trova spazio nelle zone esterne del Dipartimento di Studi umanistici, in Viale Garibaldi 98, a Vercelli.

Riportiamo il messaggio degli autori dell'opera, che ne spiega valenza e motivazioni.

 

"Siamo il clan teranga il gruppo dei ragazzi più grandi degli scout. Il nostro clan nasce dall’unione dei clan dei due gruppi scout presenti a Vercelli: il vercelli 1 e il vercelli 5. Prima di quest'anno eravamo due comunità diverse che non si conoscevano; dopo l’unione abbiamo avuto un periodo di transizione lungo e impegnativo, in cui abbiamo dovuto mediare e costruire qualcosa di nuovo rispettando abitudini e tradizioni di entrambi i gruppi. Ci siamo accolti a vicenda. È da qui che nasce il nostro nome; teranga in senegalese significa ospitalità ma esprime molto di più: attenzione, rispetto, gentilezza, il piacere di accogliere un estraneo nella propria casa.

Ogni anno approfondiamo una tematica che sentiamo vicina alla realtà che ci circonda. Quest'anno abbiamo approfondito la discriminazione e l'abbiamo affrontata nelle sue varie sfaccettature, per poi soffermarci sull'immigrazione. Per far ciò ci siamo confrontati con varie organizzazioni, per conoscere l'immigrazione attraverso le testimonianze di giovani e amici, per capire cosa li spinga a lasciare la propria casa e i propri affetti. Volevamo andare oltre a ciò che si legge sui giornali o si sente alla televisione e saperne di più. Dopo esserci informati, abbiamo pensato che nel nostro piccolo potevamo realizzare qualcosa di concreto sul territorio a cui apparteniamo. Abbiamo deciso di condividere con la nostra città il messaggio che abbiamo dentro realizzando questo murales, dove madre terra porta in grembo due bambini, uno bianco e uno nero, infatti nelle differenze siamo tutti uguali in quanto tutti figli della stessa terra.

Tutto questo è stato possibile grazie al supporto e alla disponibilità di coloro che ci hanno accompagnato in questo percorso. Ringraziamo l’Università del Piemonte Orientale per averci concesso questo spazio e averci dato fiducia; la cooperativa Versoprobo e l’organizzazione Africarcigay per il prezioso confronto; L'arcivescovo di Vercelli monsignor Marco Arnolfo che è sempre presente alle nostre iniziative e le autorità locali che hanno reso possibile tutto questo.

 

Data di pubblicazione: 
19/11/2018
Reportage: