Alberto Angela è un alumnus UPO

«La ricerca non finisce se non è comunicata». Nella laudatio di Barbero e nella lectio di Angela i "segreti" per una divulgazione di successo della Storia.

Alberto Angela da martedì 17 settembre è un laureato UPO. Vercelli e l'Università del Piemonte Orientale lo hanno accolto con grande entusiasmo nel giorno del conferimento della laurea magistrale honoris causa in Filosofia consegnatagli dal rettore Gian Carlo Avanzi e dal direttore del Dipartimento di Studi umanistici Raffaella Tabacco.

La laudatio del professor Alessandro Barbero ha tracciato i contorni di una carriera di divulgazione televisiva ai massimi livelli, nota ai più, e ha ricordato quella accademica, meno pubblicizzata, che ha visto Alberto Angela vestire i panni del ricercatore, archeologo e paleontologo, insieme a nomi di spicco della ricerca sul campo come Noel Boaz della New York University e Donald Johanson di Berkeley. «Analizzare la carriera di Alberto Angela – ha ricordato Barberio – è un’occasione esemplare per riflettere su quel nesso tra ricerca scientifica e divulgazione che è oggi riconosciuto anche ufficialmente nel nostro paese come uno dei compiti istituzionali dell'Università. [...] Divulgazione, dunque. Non vi dico niente di nuovo, se sottolineo che fino a non moltissimo tempo fa questo termine in Italia era considerato con diffidenza.»

La lectio doctoralis del neo-filosofo Alberto Angela ha posto l'uomo («l'unico animale che sa che un giorno tutto finirà») e la sua capacità di narrare e divulgare la storia, al centro del proprio discorso. «La parola filosofia è composta da due valori – ha ricordato Alberto Angela – uno è l'amore e l'altro è la sapienza, significa amore per la conoscenza, molto simile a "il piacere della scoperta". La filosofia in realtà è un grande mare in cui noi ricercatori spieghiamo le vele e cerchiamo delle rotte. Il ruolo mio, quello del ricercatore, è quello di riportare da queste rotte della conoscenza, proprio come faceva Cristoforo Colombo.»

«La ricerca – ha sottolineato Angela in uno dei passaggi più significativi del suo intervento – non finisce se non è comunicata

«Durante le mie ricerche sul campo, anche insieme a mio papà – ha continuato – mi sono accorto che esistevano molte storie che attendevano solo di essere raccontate, non miti ma storie di uomini vissuti; noi abbiamo portato avanti questo desiderio di conoscenza utilizzando la televisione. È molto importante offrire conoscenza. Mai come ora la conoscenza è stata disponibile per chiunque, tuttavia nonostante questa specie di immensa biblioteca aperta che è il Web, che sono i libri, che è la TV, è necessario aiutare le persone in questo viaggio. Questo è il compito del divulgatore, quello di stimolare alla comprensione.» 

Tuttavia questa incredibile disponibilità di fatti e notizie è pericolosa. Secondo Angela è necessario capire quali siano le informazioni corrette e la divulgazione deve permettere di «aprire i "barattoli della conoscenza" da cui chiunque possa attingere», e ciò nasconde anche una grande responsabilità. «Quando si comunica la storia – ha detto il dottor Angela in uno dei passaggi della sua lezione – bisogna dimenticare qualche data e far capire a chi legge o ascolta che si sta parlando di persone realmente vissute. Nela divulgazione il contenuto storico deve andare di pari passo con lo stile narrativo. In questo modo è possibile raccontare l'impero romano seguendo il percorso di una moneta o la tragedia di Pompei rievocando la vita di alcuni sopravvissuti.»

Dopo la pergamena di laurea Alberto Angela ha ricevuto dalla presidente dell'Associazione UPO Alumni, Francesca Boccafoschi, la tessera di appartenenza all'Associazione nella speranza che questo possa essere un arrivederci nella comunità accademica di cui, ora, fa parte a tutti gli effetti.

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Leggi la motivazione e la laudatio integrale.

Data di pubblicazione: 
18/09/2019
Reportage: