Inaugurato l'anno accademico 2018 2019 dell'Università del Piemonte Orientale

Il Rettore Avanzi ha descritto le linee guida di sviluppo di un open campus sempre più orientato all'internazionalizzazione e all'adeguamento dei corsi di studio

La cerimonia di apertura dell'anno accademico 2018 2019 dell'Università del Piemonte Orientale ha dato il via ufficiale, di fronte ai quasi 800 spettatori che hanno riempito il Teatro Civico di Vercelli, al XXI anno di attività dell'Ateneo. Il programma della cerimonia, la prima nella carica di Rettore per il professor Gian Carlo Avanzi, è stato funzionale a riflettere la nuova visione di sviluppo dell'Ateneo, ormai fortemente radicato nel territorio e chiamato a guardare verso un orizzonte più ampio.

«Ho ricevuto in eredità un Ateneo ottimamente posizionato nel panorama nazionale — ha esordito il rettore Gian Carlo Avanzi —, con una reputazione e una visibilità molto forti, in grande crescita, sia nella didattica sia nella ricerca. Pur partendo da un eccellente punto d’inizio, ho ritenuto necessario pensare a un’idea di ateneo che sia, in un concetto, più aderente alla realtà del mondo che cambia.» Citando dati di Unioncamere il Rettore ha sottolineato come, oggi, il fabbisogno di laureati in Italia, per il settore pubblico e per quello privato, sia tra i 150 e 190 mila laureati all'anno. Considerando il calo demografico in atto questo fabbisogno potrebbe non essere soddisfatto da un sistema universitario che, tra il 2019 e il 2023, dovrebbe vedere un calo dei laureati fino a quota 130.000.

Per correre ai ripari è necessario puntare, a livello nazionale e anche per le dinamiche relative all'UPO, a un cambio di rotta orientato verso un adeguamento dei corsi universitari: «la struttura professionale del nostro Paese dovrà evolversi per allinearsi alle richieste di nuove competenze e ai fabbisogni delle filiere trainanti la domanda di lavoro.» È inoltre necessario stimolare quello che Dan Sperber ha efficacemente definito il "contagio di idee".

«Come le idee nascono e si propagano nelle popolazioni per contagio, stabilizzandosi in tradizioni, rituali, codici — ha detto Avanzi — così le conoscenze accademiche, altrimenti imprigionate nei recinti disciplinari, possono diventare fenomeni culturali collettivi, destinati a mantenersi, a svilupparsi, a reduplicarsi. Con il contagio delle idee il nostro Ateneo potrà trasformarsi in un luogo sperimentale, innovativo, con corsi di studio, metodi e tecniche didattiche all’avanguardia, che permetteranno di svelare le eccellenze ancora nascoste, di far emergere modernità, sorpresa, slancio al di fuori degli schemi, di stimolare collaborazioni che possano competere con successo nei bandi europei e che consentiranno di aumentare il vivaio di giovani ricercatori.»

Lasciando immutata la centralità dello studente all'interno del "sistema solare" UPO, l'Ateneo dovrà rimodellarsi per favorire concretamente l'internazionalizzazione, aumentando i flussi di studenti, professori e ricercatori sia in entrata sia in uscita, creando un vero e proprio Open Campus capace di attrarre risorse e di rispondere con un coinvolgimento sempre più attivo nel territorio alla sfida del public engagement.

È toccato poi al direttore generale Andrea Turolla dipingere lo stato di salute dell’UPO dal punto di vista delle risorse e delle performance. L’Università del Piemonte Orientale può dirsi virtuosa, con degli indicatori che la pongono al di sopra della media nazionale secondo diversi parametri e nonostante i vincoli su reclutamenti e turnover imposti dalle leggi.

L’intervento della rappresentante degli studenti Martina Gasdi è stato un’esortazione alle istituzioni a fare di più per rendere l’Italia un “paese per giovani” e per non perdere ogni anno il capitale di laureati che “fugge” all’estero.

La prolusione è stata affidata a Luciano Floridi, professore ordinario di Filosofia e Etica dell’Informazione all’Università di Oxford.

La sua lezione, intitolata “Il capitale semantico: la sua natura, il suo valore e il suo arricchimento”, partendo proprio dalla definizione di capitale semantico – qualunque contenuto che permetta a qualcuno di dare un significato e un senso a qualcosa – ne ha spiegato soprattutto il valore, insistendo sulla necessità di proteggerlo e preservarlo. Il modo migliore per prendersene cura e trasmetterlo è attraverso “l’istruzione: leggere, scrivere, creare, curare, disegnare, comprendere, utilizzare e comunicare l’informazione”.

La seconda parte della cerimonia è stata riservata alle premiazioni: sul palco hanno sfilato i migliori laureati dell’anno accademico 2016/2017, premiati dai rispettivi direttori di Dipartimento e, per finire, il professor Andrea Bobbio, già ordinario di Informatica presso il DISIT di Alessandria, insignito del titolo di Professore Onorario.

L’evento è stato accompagnato nei suoi momenti salienti dal Coro e dall’Orchestra dell’Università del Piemonte Orientale, diretto dal Maestro Andrea Mogni.

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Data di pubblicazione: 
12/02/2019
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