"Viva l'UPO!". L'urlo dei 1.200 laureati segna l'edizione record del Graduation Day

L'evento si è tenuto a Novara e ha coinvolto 4.500 persone nel tradizionale corteo cittadino. Leggi i discorsi del Rettore Gian Carlo Avanzi e di Anna Ida Russo

La sesta edizione del Graduation Day, la festa dei laureati dell'Università del Piemonte Orientale, ha fatto segnare il record di presenze con oltre 1.200 laureati che hanno ricevuto la pergamena di laurea e un corteo che ha riunito complessivamente 4.500 persone tra il Campus Perrone e Piazza Martiri per la Libertà.

I numeri, tuttavia, non riescono a rendere appieno il senso di partecipazione e coinvolgimento che ha segnato l'intera manifestazione. L'UPO si conferma un Ateneo profondamente legato al suo territorio, quel Piemonte orientale che oggi la riconosce come punto di riferimento e di aggregazione ormai insostituibile, ma conferma anche l'intenzione di proiettare il proprio sguardo oltre l'orizzonte locale, divenendo l'opencampus che il rettore Gian Carlo Avanzi sta promuovendo sin dal suo insediamento negli ultimi mesi del 2018. Il Graduation Day è stato l'occasione per ribadire la voglia di continuare a crescere e migliorare prestazioni e gradimento già ottimi, come dimostra l'ultimo rapporto sull'occupazione dei laureati nazionali pubblicato da AlmaLaurea lo scorso 6 giugno.

«Ciò che mi sento di consigliarvi, neodottoresse e neodottori — ha detto il Rettore Avanzi —, in questa fase in cui si respira l’aria di mutamento di molti paradigmi, ma nella quale riaffiorano anche vecchie drammatiche ideologie, siate baluardo contro la barbarie dell’ignoranza e della superficialità. Usate la forza e la calma della ragione e non lasciatevi trascinare nei vortici delle ideologie. Usate la testa e il cuore, ma non la pancia.» Il Rettore ha poi voluto porre l'accento sui temi del futuro sostenibile annunciando che l'UPO diventerà un campus diffuso 100% #plasticfree: «Oggi — ha continuato — desidero lanciarvi una seconda esortazione: fate ogni sforzo per rendere questo pianeta migliore, da tutti i punti di vista, favorendo uno sviluppo sostenibile. Bisogna consentire alla generazione attuale di soddisfare i propri bisogni senza pregiudicare la generazione successiva. Non è un caso che siate stati voi giovani a mobilitarvi, perché la sostenibilità è un fatto di giustizia tra generazioni. Protesta chi, giustamente, sa che rischia di non avere le stesse opportunità di chi ha abusato del suo potere a danno delle generazioni successive

Il discorso motivazionale è stato pronunciato dall'imprenditrice novarese Anna Ida Russo che ha sottolineato la necessità di non perdersi mai d'animo: «Sognate — ha detto — ma con gli occhi bene aperti, per cogliere tutto ciò che la vita vi riserva. Lasciatevi aperta ogni possibilità e vivete con profondo entusiasmo le esperienze che la vostra vita vi riserverà. Vivere con entusiasmo, con passione è la prima delle promesse che mi dovete fare oggi. Vivete con entusiasmo il vostro viaggio, giorno dopo giorno, traguardo dopo traguardo e caduta dopo caduta. Perché cadrete. Oh se cadrete! E io vi auguro di cadere e, ovviamente, di non farvi male e di rialzarvi. Pare assurdo, lo so, ma il cadere sarà una fortuna la maggior parte delle volte; perché chi non cade mai, apprezza infinitamente meno le proprie fortune. Chi non cade non conoscerà mai la sensazione di ebbrezza che si ha nel rialzarsi e nel realizzare quanto si è appreso nella caduta. Non abbiate paura di cadere. Auguratevi di cadere. Cadrete e vi rialzerete per rimettervi in cammino più forti, più coscienti e più vivi.»

 

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Data di pubblicazione: 
10/06/2019
Reportage: