"Trovare una nuova normalità". Su Scienzainrete l'intervento del professor Barone Adesi

Secondo gli esperti che stanno analizzando la progressione della pandemia sarebbe un errore limitarsi a una gestione della situazione contingente

Francesco Barone Adesi – professore associato di Igiene al Dipartimento di Medicina traslazionale dell'Università del Piemonte Orientale –, insieme a Raffaele Palladino della "Federico II" di Napoli e a Maurizio Schmid di Roma "Tor Vergata", ha recentemente firmato su Scienzainrete un intervento dal titolo Pandemia: una nuova normalità

L'articolo analizza la pandemia riflettendo sulla necessità di compiere scelte di medio-lungo periodo che aiutino a superare l'emergenza in maniera duratura, anche a costo di convivere con un nuovo tipo di normalità sociale. Anche lo sforzo internazionale per giungere a un vaccino, la cui efficacia su larga scala deve essere ancora messa alla prova dei fatti, non può essere considerato la risoluzione definitiva del problema. «Da alcune settimane – sostengono i ricercatori – stiamo assistendo di nuovo a un brusco aumento dei contagi in Italia, in modo sostanzialmente simile a quanto osservato in altre nazioni europee. La seconda ondata, temuta ed evocata come inevitabile da diverse fonti, sembra essere arrivata e lo spettro di un nuovo lockdown si delinea all’orizzonte. Il quadro attuale richiede di prendere rapidamente delle decisioni importanti, ma sarebbe un errore limitarsi a una gestione della situazione contingente. Vi sono infatti elementi a medio-lungo termine associati alla pandemia che sono di portata anche più ampia della diffusione di contagi che l’Italia e l’Europa stanno attualmente affrontando.»

«Il mondo come lo conoscevamo prima del 2020 non esiste più. Invece di sperare di tornare alla normalità della vita passata – secondo gli esperti – dobbiamo cercare di trovare, sia come individui che come società, un nuovo punto di equilibrio in uno scenario che è cambiato per sempre. Il termine «new normal», che sempre più frequentemente compare nel dibattito internazionale sulla gestione della pandemia, allude proprio a questo necessario cambio di prospettiva.»

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Data di pubblicazione: 
03/11/2020
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