Che cosa sappiamo oggi della struttura dei nucleoni?

Con una retrospettiva sui progressi teorici e sperimentali degli ultimi 50 anni si chiude la conferenza di fisica organizzata dai professori Panzieri (DISIT) e Ruspa (DSS).

Sono stati più di 300 i contributi alla conferenza internazionale di fisica delle particelle elementari dal titolo “XXVII International Workshop on Deep Inelastic Scattering and Related Subjects” (DIS 2019), organizzata dal professor Daniele Panzieri e dalla professoressa Marta Ruspa, entrambi docenti dell'Università del Piemonte Orientale, in collaborazione con colleghi fisici dell’Università di Torino e con il supporto dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dei laboratori CERN (Ginevra) e DESY (Amburgo).

Deep Inelastic Scattering (DIS, in italiano diffusione profondamente anelastica) è il nome che in fisica delle particelle si attribuisce a un processo in cui una particella fatta di quark (spesso un nucleone) viene sondata nella collisione con una particella leggera (un elettrone, un elettrone o un muone). Ricorre quest’anno il cinquantenario dai primi lavori teorici e sperimentali sull’argomento.

Il workshop DIS, dopo aver girato il mondo dal 1993, è giunto a Torino per la sua ventisettesima edizione.  Tra i sette gruppi di lavoro paralleli della conferenza, hanno avuto ampio tributo i risultati più recenti inerenti la struttura dei nucleoni su cui, nonostante cinquant'anni di studi, ci sono domande ancora aperte. Ha trovato spazio nel programma anche lo studio dei processi di produzione e decadimento del bosone di Higgs, la particella a lungo cercata e misurata al CERN nel 2012, valsa il premio Nobel per la fisica nel 2013. Non sono mancate occasioni di riflessione sul futuro della ricerca specificamente sulla struttura dei nucleoni e più in generale in  fisica delle particelle, anche alla luce della revisione, attualmente in corso, della strategia europea nel settore.

Il workshop DIS accoglie ogni anno ricercatori di tutte le generazioni. Si è data voce ai giovani talenti con l’assegnazione del premio “Guido Altarelli” istituito in memoria del grande fisico italiano riconosciuto come uno dei padri fondatori della Cromodinamica Quantistica, la teoria delle interazioni tra i quark.

 

Data di pubblicazione: 
16/04/2019
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