Lauree scientifiche: ricerca e lavoro per i meteorologi del futuro

A fine marzo gli esperti di scienze atmosferiche si sono riuniti a Roma per discutere, oltre che di clima, di formazione accademica in meteorologia

In occasione della Gionata Mondiale della Meteorologia 2018, promossa dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) nella data della sua fondazione, l'Associazione Italiana di Scienze dell’Atmosfera e Meteorologia (AISAM), in collaborazione con Sapienza Università di Roma, Aeronautica Militare e Consiglio Nazionale delle Ricerche ha organizzato, lo scorso 23 marzo, una giornata dedicata alle scienze atmosferiche presso la Città universitaria della Sapienza. Per l'Università del Piemonte Orientale ha partecipato Enrico Ferrero, docente di Fisica per il sistema terra presso il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica, al quale abbiamo chiesto, oltre a un breve bilancio dell'iniziativa, alcune valutazioni sull'insegnamento della meteorologia in ambito accademico.

Professor Ferrero, pochi giorni fa lei è stato tra i relatori del convegno di Roma in occasione della Giornata Mondiale della Meteorologia. Come valuta le politiche ambientali che vengono discusse in sede europea e, in particolare, del nostro Paese?

Il convegno di Roma ha costituito l’occasione per affrontare molte delle problematiche legate all’atmosfera come i rischi ambientali, l’agrometeorologia, i cambiamenti climatici etc. Oggigiorno le politiche ambientali sono promosse principalmente a livello europeo o mondiale e recepite dai singoli stati. Tuttavia la loro attuazione necessita di interventi che richiedono risorse che spesso le amministrazioni non possiedono. Inoltre, affinché tali politiche siano efficaci, è necessario un sempre maggiore coinvolgimento diretto dei cittadini al fine di migliorare la loro coscienza ambientale e permettere l’attuazione delle buone pratiche.

Le lauree scientifiche, soprattutto nell'ambito delle scienze biologiche e delle biotecnologie, interessano molto gli studenti universitari italiani e il DiSIT conferma questa tendenza. Qual è l'attitudine degli studenti se parliamo di meteorologia?

La mattinata è stata dedicata alla formazione universitaria nel campo delle scienze atmosferiche. Si tratta di una iniziativa promossa dall’AISAM in collaborazione con le principali università italiane e coordinata dall’UPO nella mia persona, finalizzata alla creazione di corsi di Laurea in meteorologia. C’è infatti grande interesse e grande richiesta da parte degli studenti per queste tematiche alla quale il sistema universitario italiano non riesce ancora a dare risposte adeguate. Bisogna sottolineare che la nostra società attuale ha grande bisogno di figure professionali con il meteorologo e quindi gli sbocchi lavorativi per gli studenti sono allettanti. La grande ed entusiastica partecipazione di giovani alla GMM2018 ne è la dimostrazione.

Professore il clima è cambiato in maniera apparentemente repentina. La ricerca si sta evolvendo con la stessa velocità?

La ricerca in ambito meteo-climatico in Italia è cresciuta negli ultimi decenni in maniera notevole, tanto da permettere ai nostri ricercatori di competere ai più alti livelli internazionali e di collaborare con le più importanti istituzioni di ricerca mondiali. Tuttavia, questo successo è dovuto più all’impegno e alle capacità dei nostri ricercatori che non al supporto da parte delle istituzioni. La difficile situazione della formazione universitaria accennata in precedenza né la dimostrazione. É necessario poter formare adeguatamente i giovani per consentire alla ricerca di evolversi al passo con le grandi sfide che già da oggi dobbiamo affrontare. 

Data di pubblicazione: 
11/04/2018
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