Classifica Censis: UPO al decimo posto tra i medi atenei; Giurisprudenza prima assoluta in Italia

L’alto tasso di occupazione dei laureati e la qualità delle strutture hanno premiato l’Università del Piemonte Orientale.

Lunedì 13 luglio è stata pubblicata la Classifica Censis delle Università italiane, giunta quest’anno alla sua ventesima edizione. L’Università del Piemonte Orientale si colloca al 10° posto tra gli atenei statali di medie dimensioni (tra i 10 e i 20.000 iscritti) con un punteggio che tiene conto delle valutazioni di servizi, borse, strutture, comunicazione e servizi digitali, internazionalizzazione, occupabilità.

Il risultato è frutto soprattutto dell’elevato punteggio ottenuto per l’occupabilità e per le strutture e della crescita delle valutazioni ottenute nella comunicazione e nei servizi digitali. Nel complesso l’UPO ha perso una posizione rispetto alla precedente classifica e questo è dovuto in massima parte al punteggio ottenuto per le borse.

«La classifica Censis – ha commentato il Rettore professor Gian Carlo Avanzi – vede l’Università del Piemonte Orientale in una situazione di stabilità rispetto all’anno scorso, registrando l’arretramento di una sola posizione. L’alto punteggio in occupabilità conferma quanto già rilevato da AlmaLaurea: i nostri laureati trovano lavoro prima e meglio rispetto alla media nazionale. Siamo orgogliosi anche della valutazione data alle strutture; in questi ultimi anni abbiamo investito molto nell’ammodernamento delle nostre sedi, dotandole di tutti gli strumenti tecnologici più avanzati. Anche per questo motivo siamo stati pronti a erogare la didattica a distanza durante l’emergenza Covid».

«Per quanto riguarda il calo del punteggio per le borse e, con minor effetto, dei servizi, – ha ancora aggiunto il Rettore – dispiace dover notare che le cause del mancato e atteso miglioramento siano completamente imputabili a fattori esterni. La profonda modifica del fabbisogno finanziario delle Università, che consente agli atenei di spendere solo in parte il finanziamento che spetta loro, ha determinato un drastico taglio per l’UPO, come per altri atenei in espansione. Non essendo possibile bloccare gli investimenti in corso, abbiamo dovuto diminuire le borse che in tempi normali erano, anzi, un punto di forza dell’Ateneo. Questo si è combinato con le fortissime riduzioni in termini di borse e di servizi che l’Ente per il Diritto allo Studio Universitario del Piemonte ha operato in questi ultimi anni. Con la nuova Presidenza dell’Edisu ci auguriamo che la tendenza inverta la rotta. Se poi saranno modificati i criteri per la determinazione del fabbisogno, siamo sicuri di poter egregiamente recuperare le posizioni in classifica».

Per quanto riguarda la didattica, le università sono state classificate per area disciplinare e non per dimensioni di ateneo. Spiccano gli ottimi risultati ottenuti dall’UPO nell’area medica, dove il corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e chirurgia si piazza al nono posto su 37 atenei e soprattutto Giurisprudenza, che ottiene il primato assoluto su 48 università italiane che erogano il corso.

«L’importante risultato raggiunto – ha dichiarato la professoressa Serena Quattrocolo, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze politiche, economiche e sociali – è l’effetto di un impegno collettivo, guidato dal presidente di corso di studi, professor Roberto Mazzola. È un segnale molto incoraggiante, in un anno particolare in cui occorrono, come non mai, segnali di speranza: per trovare un eccellente formazione giudica non occorre cercare lontano. La laurea magistrale in giurisprudenza del Piemonte Orientale offre agli studenti tutto ciò che cerca».

Data di pubblicazione: 
20/07/2020
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