Il Field Biology Camp dell'UPO fa vivere il Centro per lo Studio dei Fiumi Alpini

Sesta edizione della tre-giorni didattica nelle valli del Monviso per i futuri biologi UPO

Grazie alla proficua collaborazione con il Parco del Monviso, per il sesto anno consecutivo gli studenti di Biologia e Scienze Biologiche del Dipartimento di Scienze e innovazione tecnologica dell'UPO hanno trascorso tre intense giornate di studio e osservazioni ecologiche nelle Alpi Cozie. Il corso, denominato Tecniche di Campionamento, è stato in parte realizzato nella neonata struttura del Centro per lo Studio dei Fiumi Alpini, una realtà dinamica e in crescita dedicata alla gestione e conservazione degli ecosistemi fluviali, recentemente inaugurata dal Rettore, Gian Carlo Avanzi, a Ostana.

I tre giorni del corso sono stati suddivisi in grandi tematiche ecologiche. Il primo giorno è stato dedicato all’analisi degli ecosistemi fluviali, con campionamenti e riconoscimento di alghe, invertebrati bentonici e pesci. Particolarmente interessante è stato apprendere che la tutela ambientale può passare anche attraverso l’attivazione di microfiliere turistiche legate ad esempio alla realizzazione di tratti di pesca a mosca no kill, un piccolo progetto che si inserisce nel programma dell’Italian Mountain Lab e mira a valorizzare, attraverso il  turismo sostenibile, le aree montane più deboli. Nel secondo giorno l’attenzione si è spostata sugli ambienti alpini, al di sopra della linea degli alberi, con la visita a torbiere, laghi di origine glaciale e praterie caratterizzate da specie endemiche e relitti glaciali. Qui più che altrove sono evidenti in questi giorni gli effetti del cambiamento climatico globale, come hanno potuto verificare sul campo i nostri ragazzi. Il terzo giorno è stato dedicato agli ambienti forestali, con la visita al bosco dell’Alevè in Valle Varaita, uno dei boschi più antichi, suggestivi e interessanti delle Alpi occidentali, nel quale l’estesa presenza del pino cembro plasma completamente l’ecosistema.

Il corso, come in passato, è stato organizzato dal professor Stefano Fenoglio, ecologo del DISIT, con la collaborazione dei docenti UPO (i professori Graziella Berta e Guido Lingua per la parte botanica, dottoressa Irene Pellegrino per gli aspetti ornitologici) e con numerosi interventi da parte di docenti dell'Università di Torino, guardaparco del Monviso, personale del settore Tutela fauna e flora della Provincia di Cuneo, guardie e tecnici dei Comprensori Alpini CACN1 e CACN2 ed esponenti dell’ATAAI (Associazione Tutela Ambienti Acquatici ed Ittiofauna).

«Il successo di questa iniziativa – spiega Stefano Fenoglio – è sicuramente frutto di un forte impegno didattico ma anche di un clima, ecologicamente parlando, caratterizzato da forti ‘simbiosi’, cioè interazioni positive non solo tra l’Università e il territorio ma anche tra lo stesso personale docente e non docente del DISIT, evidenziato in questa edizione dalla proficua presenza dei colleghi Donata Vigani, Flavia Caprì e Paolo Paiuzzi

Data di pubblicazione: 
03/07/2019
Reportage: