Il progetto Comuniterrae non si ferma

Premiato con altri due importanti riconoscimenti europei

"Comuniterrae" torna a far parlare ancora di sè per due importanti riconoscimenti a livello europeo; dopo il prestigioso premio "European Heritage Award/Europa Nostra Award 2019", il progetto coordinato da Parco Nazionale Val Grande e Ars.Uni.Vco - consorzio diretto da Stefania Cerutti, docente di Geografia economico-politica presso il DISEI - è stato infatti selezionato come una delle 30 buone pratiche europee per il patrimonio locale all’interno di “Cultural Heritage in Action”, un’iniziativa lanciata a febbraio 2020 da Europa Nostra insieme ad altri partner europei.

Si tratta di un programma di “peer-learning” per Istituzioni ed Enti locali e regionali, con lo scopo di condividere conoscenze ed esperienze legate al patrimonio culturale con un focus decisivo sulla governance partecipativa e sulla qualità degli interventi. Cultural Heritage in Action è finanziato da Europa Creativa, importante programma culturale istituito dall’Unione Europea. Il progetto Comuniterrae è stato riconosciuto come buona pratica innovativa, di reale impatto sul territorio locale e di ispirazione per altre città e regioni.

Comuniterrae farà quindi parte di un catalogo riconosciuto tra le maggiori Istituzioni europee e ospiterà tra la fine del 2020 e giugno 2021 una visita di “peer-learning” per condividere il proprio lavoro sul territorio con personalità provenienti da altri paesi europei in una logica di scambio di buone pratiche culturali e di valorizzazione del patrimonio locale.

Il progetto che coinvolge da anni le comunità delle Terre di Mezzo della Val Grande è stato selezionato anche dal Consiglio d'Europa e dalla Commissione Europea per il premio "European Heritage Days Stories/Storie delle Giornate Europee del Patrimonio”, che ha voluto identificare la dimensione europea dei siti e del lavoro legati al patrimonio culturale intrapresi dalle comunità radicate in Europa. Si è riferita a storie presenti o passate che le comunità da tutta Europa hanno voluto condividere per sviluppare e promuovere un progetto più ampio che possa valorizzare ancor meglio le comunità stesse.

“E così, come nei nostri Comunitour, aggiungiamo altri passi nella direzione di traguardi importanti. - ha dichiarato Stefania Cerutti, presidente di Ars. Uni.Vco. e responsabile scientifico del progetto - Certamente piccoli, ma ben direzionati e appassionati, consentono di farci muovere con un denso bagaglio di paesaggi, cultura, tradizioni e di farci arrivare lontano, con un progetto fatto di comunità, identità e mappe che continua a raccogliere consensi anche a livello sovralocale. L’Europa attribuisce al progetto Comuniterrae – Commolands altri due importanti riconoscimenti, rendendo non solo il percorso più bello e stimolante, ma anche arricchendo personalmente ciascuna delle persone che, a vario titolo e in vari modi, ne è partecipe. Ne siamo certamente orgogliosi, ma ancor più motivati a continuare, investendo il premio ricevuto per implementare il progetto Comuniterrae sotto il profilo scientifico e cartografico. Come le genti alpine, siamo tenaci e ambiziosi. Ci riteniamo, altresì, fortunati e grati: alle montagne che fanno da cornice alle iniziative, alle genti che hanno disseminato tracce e storie, agli incontri che oggi le fanno e ci fanno rivivere. Insieme al Parco, ArsUniVco non può che esprimere grande soddisfazione e ringraziare chi, in qualunque parte del percorso fatto, abbia dedicato tempo, energie, sorrisi a questa iniziativa”.

"La valorizzazione del territorio - ha aggiunto Massimo Bocci, presidente del Parco Nazionale Val Grande - passa senza ombra di dubbio attraverso la valorizzazione e la promozione del patrimonio culturale, storico e sociale delle stesse. Attraverso il lavoro prezioso degli abitanti delle Terre di Mezzo si riportano alla luce i gioielli del nostro territorio. Questa ripresa di consapevolezza del "bello"  è una delle leve per un ulteriore rilancio dei nostri borghi. Attraverso il lavoro di tutti gli abitanti delle terre di mezzo si porta a casa un altro importante risultato - l'ennesimo di questo progetto - che ci deve fare riflettere ancora una volta su come parole come la sostenibilità,  la lentezza, la riscoperta consapevole dei luoghi siano la strada da percorrere per una rivalutazione consapevole dei nostri luoghi che parte dalla loro storia, dalla valorizzazione del patrimonio culturale ed immateriale, che non omologa ma che esalta gli elementi di unione e le differenze, non "prende" ma   al contrario offre una nuova prospettiva di sviluppo partendo dall'anima stessa delle comunità che è rappresentata dalle loro tradizioni”.

Data di pubblicazione: 
17/07/2020
Reportage: