Non solo scienza nel camp estivo alpino dei futuri biologi UPO

Gli studenti di Biologia del DISIT per il quinto anno in escursione didattica nel Parco del Monviso con un occhio all'antropologia culturale dei luoghi

L’escursione multidisciplinare degli studenti di Biologia del Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica (DiSIT) ha festeggiato la scorsa settimana la sua quinta edizione, con un crescente successo tra i ragazzi e un sempre maggior coinvolgimento di istruttori e personale docente. Dal 27 al 29 giugno, venticinque studenti di Biologia hanno realizzato osservazioni ecologiche, campionamenti botanici e censimenti faunistici nel gruppo delle Alpi Cozie, all’interno di una convenzione tra il Parco del Monviso e l’Università del Piemonte Orientale.

Responsabile di tale convenzione è Stefano Fenoglio, professore associato di Ecologia, che fornisce consulenze e supporto didattico all’Ente Parco. Gli studenti hanno apprezzato molto il contatto diretto con aspetti della biologia che avevano incontrato solo sui testi, seguiti per la parte botanica dalla professoressa Graziella Berta e dal professor Guido Lingua e per la parte zoologica ed ecologica dallo stesso professor Fenoglio. Oltre al personale UPO (Donata Vigani per il supporto logistico, la dottoressa Irene Pellegrino per i censimenti ornitologici, il professor Mauro Patrone per alcuni aspetti biochimici e il professor Davide Porporato per un interessante inquadramento antropologico dell’area) si sono succeduti numerosi interventi di personale tecnico esterno, come gli esperti di censimenti di ungulati del CACN1 e CACN2, gli ittiologi della Provincia di Cuneo, tecnici del Parco e ricercatori dell’Università di Torino.

Dopo una prima giornata introduttiva nel territorio di Crissolo, dedicata agli ecosistemi fluviali, ai boschi di larice e ai sistemi ipogei, il secondo giorno è stato caratterizzato da una lunga escursione dalle  sorgenti del Po al lago Chiaretto, con osservazioni sull’ecologia dei laghi glaciali, sulle specie pioniere e su alcuni endemismi come la Salamandra nera di Lanza. L’ultimo giorno è trascorso in alta valle Varaita all’interno del Bosco dell’Alevé, una foresta di Pino Cembro unica nel suo genere, caratterizzata da alberi che hanno sino a cinquecento anni di età, piccoli laghetti che contengono crostacei endemici e ampie radure popolate da ungulati.

Gli studenti hanno scoperto che sulle nostre Alpi vivono piante carnivore ed orchidee, assieme ad insetti di antichissima origine e nuovi arrivi, come il lupo. Vedere e sperimentare direttamente sul campo, e in maniera inetrdisciplinare, quanto appreso all’interno di un’aula o di un laboratorio ha costituito un’esperienza di grande interesse e importanza formativa per i futuri professionisti dell’ambiente.

Data di pubblicazione: 
03/07/2018
Reportage: