Studiare le politiche di integrazione. L'eccellenza passa dall'UPO

Al via la seconda edizione del Master in "Religions, Politics and Citizenship". Il FIDR si aggiudica anche un bando del Ministero

L'UPO si conferma realtà viva sullo scenario nazionale e internazionale attraverso il suo Centro Interuniversitario di Diritto, Religioni e Culture – Forum Internazionale Democrazia & Religioni (FIDR), e si qualifica come centro di eccellenza per lo studio delle politiche d’integrazione, con particolare attenzione alla realtà islamica nell’area euro-mediterranea.

Dopo l’esperienza triennale del progetto "Nuove presenze Religione in Italia. Un percorso di integrazione", finanziato dalla Compagnia di San Paolo in collaborazione con il Ministero dell’Interno (2010-2013) e destinato alla formazione civica e civile dei quadri dirigenti dell’associazionismo musulmano in Italia, il FIDR ha visto concludersi nelle scorse settimane a Padova la prima edizione del Master in "Religions, Politics and Citizenship", con grande soddisfazione per gli studenti provenienti per la maggior parte da paesi arabi (Tunisia, Marocco, Algeria, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi).

Il master è nato dall'accordo quadro fra il DIGSPES e l’Istituto spagnolo di Alti Studi di Granada (ente finanziatore del corso) e dalle competenze scientifiche degli otto Atenei che ne fanno parte: UPO, Torino, Milano Bicocca, Milano Statale, Cattolica di Milano, Insubria, Padova, Ferrara. Il successo dell'iniziativa è stato confermato dal finanziamento ricevuto per l'avvio della seconda edizione lo scorso 16 novembre.

A confermare il sodalizio di ricerca sviluppato dal FIDR fra i vari soggetti partner è anche giunta in questi giorni la notizia della vittoria come capofila di UPO/FIDR del bando MIUR relativo al progetto: “Costituzione di reti universitarie italiane in attuazione di accordi di cooperazione tra le università italiane e quelle di Stati aderenti all'Organizzazione della cooperazione islamica”, che oltre all’UPO vede coinvolti gli altri sette atenei italiani membri del FIDR e altri quattro atenei italiani.

Un risultato importante anche per il futuro per quanto concerne i rapporti inter -istituzionali fra le due sponde del Mediterraneo e le politiche di integrazioni in Europa.

Data di pubblicazione: 
06/12/2018
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