XX Rapporto del Consorzio AlmaLaurea

Il Rapporto sul Profilo dei Laureati e sulla loro condizione Occupazionale conferma ancora una volta l'eccellenza dell'UPO

Il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea ha presentato il XX Rapporto sul Profilo e sulla Condizione occupazionale al Convegno “Mutamenti strutturali, laureati e posti di lavoro”, presso l’Università di Torino, lunedì 11 giugno 2018.

Le Indagini hanno coinvolto i laureati di 74 università aderenti al Consorzio.

Il Rapporto sul Profilo dei laureati ha analizzato le performance formative di oltre 276 mila laureati nel 2017; il Rapporto sulla Condizione occupazionale ha analizzato oltre 630 mila laureati di primo e secondo livello nel 2016, 2014 e 2012 contattati, rispettivamente, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo.

L’Università del Piemonte Orientale vede emergere da entrambe le indagini una conferma dell’andamento positivo degli ultimi anni: i laureati dell’UPO hanno un’età leggermente inferiore alla media nazionale, frequentano maggiormente tirocini e stages riconosciuti e riportano un grado di soddisfazione per il corso di laurea scelto e per il rapporto con i docenti più alto della media italiana.

Allo stesso modo il tasso di occupazione, l’efficacia della laurea nel reperimento del primo lavoro e la retribuzione netta mensile sono superiori alla media nazionale, sia per i laureati triennali, sia per i magistrali.

 

I laureati nel 2017 dell'Università del Piemonte Orientale coinvolti nell’indagine sono stati 1.839. Si tratta di 1.243 di primo livello, 324 magistrali biennali e 263 a ciclo unico; i restanti sono laureati dei corsi pre-riforma.

L’età media alla laurea è 25,9 anni per il complesso dei laureati, nello specifico di 25,0 anni per i laureati di primo livello e di 28,2 anni per i magistrali biennali. Un dato su cui incide il ritardo nelliscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore.

Il 59,2% dei laureati termina l’università in corso: in particolare è il 59,2% tra i triennali e il 75,0% tra i magistrali biennali.

Il voto medio di laurea è 100,1 su 110: 98,4 per i laureati di primo livello e 105,0 per i magistrali biennali.

L’81,7% dei laureati ha svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi: è l’85,9% tra i laureati di primo livello e il 72,4% tra i magistrali biennali (valore che cresce all’84,2% considerando anche coloro che l’hanno svolto solo nel triennio).

Ha compiuto un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo) il 7,2% dei laureati: il 5,9% per i triennali e il 9,4% per magistrali biennali (quota che sale al 13,8% considerando anche coloro che le hanno compiute solo nel triennio).

Il 63,0% dei laureati ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari: è il 58,9% tra i laureati di primo livello e il 74,1% tra i magistrali biennali.

Per analizzare la soddisfazione per l’esperienza universitaria appena conclusa si è scelto di prendere in considerazione l’opinione espressa dal complesso dei laureati in merito ad alcuni aspetti.

Il 92,3% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’86,8% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso. In merito alle infrastrutture messe a disposizione dall’Ateneo, l’81,9% dei laureati considera le aule adeguate. Più in generale, il 92,1% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso.

E quanti si iscriverebbero di nuovo all’Università? Il 72,4% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, mentre il 5,7% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso.

L’Indagine sulla Condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 2.678 laureati dell'Università del Piemonte Orientale. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati triennali e magistrali biennali usciti nel 2016 e intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati magistrali biennali usciti nel 2012 e intervistati dopo cinque anni.

 

L’Indagine ha coinvolto 1.228 laureati triennali del 2016 contattati dopo un anno dal titolo (nel 2017). Il 37,0% dei laureati di primo livello, dopo il conseguimento del titolo, decide di proseguire il percorso formativo iscrivendosi ad un corso di secondo livello (marginale la quota di chi si iscrive ad un corso triennale). Dopo un anno il 36,0% risulta ancora iscritto. Per un’analisi più puntuale, pertanto, vengono di seguito fotografate le performance occupazionali dei laureati di primo livello che, dopo la conquista del titolo, hanno scelto di non proseguire gli studi universitari e di immettersi direttamente nel mercato del lavoro.

Isolando quindi i laureati triennali dell'Università del Piemonte Orientale che, dopo il titolo, non si sono mai iscritti a un corso di laurea (61,4%), è possibile indagare le loro performance occupazionali a un anno dal titolo.

A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati, seguendo la definizione adottata dall’Istat, tutti coloro che sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è dell’83,0%, mentre quello di disoccupazione (calcolato sulle forze di lavoro, cioè su coloro che sono già inseriti o intenzionati a inserirsi nel mercato del lavoro) è pari al 10,7%.

Tra gli occupati, il 14,9% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 17,8% ha invece cambiato lavoro; il 67,3% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo.

Il 22,4% degli occupati può contare su un lavoro alle dipendenze a tempo indeterminato, mentre il 43,4% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il 19,3% svolge un’attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.).

Il lavoro part-time coinvolge il 27,4% degli occupati. La retribuzione è in media di 1.324 euro mensili netti.

Ma quanti fanno quello per cui hanno studiato? Si è presa in esame l’efficacia del titolo, che combina la richiesta della laurea per l’esercizio del lavoro svolto e l’utilizzo, nel lavoro, delle competenze apprese all’università. Sono il 72,0% gli occupati che considerano il titolo molto efficace o efficace per il lavoro che svolgono. Più nel dettaglio, il 61,0% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.

I laureati magistrali biennali del 2016 contattati dopo un anno dal titolo sono 289, quelli del 2012 contattati a cinque anni sono 261.

 

A un anno

Tra i laureati magistrali biennali del 2016 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo, il tasso di occupazione (si considerano occupati quanti sono impegnati in un’attività retribuita, di lavoro o di formazione) è pari all’85,6%. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 10,6%.

Il 48,3% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 12,9% ha invece cambiato lavoro; il 38,8% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo.

Il 42,2% degli occupati può contare su un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato mentre il 24,5% su un lavoro non standard (in particolare su un contratto alle dipendenze a tempo determinato). Il 6,1% svolge un’attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.).

Il lavoro part-time coinvolge il 17,7% degli occupati. La retribuzione è in media di 1.351 euro mensili netti.

Il 41,7% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo; inoltre, il 38,1% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite durante il percorso di studi.

 

A cinque anni

Il tasso di occupazione dei laureati magistrali biennali del 2012, intervistati a cinque anni dal conseguimento del titolo, è pari al 90,2%. Il tasso di disoccupazione è pari al 4,5%.

Gli occupati assunti con contratto a tempo indeterminato sono il 61,9%, mentre gli occupati che svolgono un lavoro non standard sono il 12,2%. Svolge un lavoro autonomo il 20,1%.

Il lavoro part-time coinvolge il 10,1% degli occupati. Le retribuzioni arrivano in media a 1.518 euro mensili netti. Il 54,7% degli occupati ritiene la laurea conseguita molto efficace o efficace per il lavoro che sta svolgendo; il 43,2% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all’università.

Ma dove vanno a lavorare? Il 66,9% dei laureati è inserito nel settore privato, mentre il 28,1% nel pubblico. La restante quota lavora nel non-profit (5,0%). L’ambito dei servizi assorbe l’83,5%, mentre l’industria accoglie il 13,7% degli occupati. Marginale la quota di chi lavora nel settore dell’agricoltura.

Data di pubblicazione: 
12/06/2018
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